L’uomo non ha immediatamente accesso alla totalità nella sua unità, egli la scopre soltanto nel movimento del suo discorso che è azione, della sua azione che è pensiero, a passo a passo, punto per punto e nessun passo è l’ultimo, nessun punto è privilegiato. La verità è nel discorso, verità come essere, essere che si manifesta: ma la negazione condiziona il suo discorso nel suo inizio e nel suo movimento, e soltanto la totalità del discorso, la totalità delle contraddizioni è non contraddizione… La dialettica non è dunque altro che il movimento incessante tra il discorso che è azione e la rivelazione della realtà in questo discorso e in questa azione.
La dialettica è questo movimento, non una costruzione dello spirito. Proprio per ciò la dialettica finisce per sapere che essa è la totalità non contraddittoria delle contraddizioni