La nozione del terzo termine, negazione della negazione (conosciuta come sintesi) reagisce in maniera decisiva sulla nozione di contraddizione. La contraddizione non è più sinonimo di assurdità, esitazione, incertezza e confusione del pensiero, ma è:

  1. il conflitto necessario delle determinazioni finite, in cui i termini vengono messi in un chiaro rapporto;
  2. Il movimento, nel contenuto e nella forma;
  3. Il divenire che nella contrapposizione genera qualcosa di nuovo e di altro.

Il pensiero del Nulla in generale non è altro che il pensiero dell’Essere in generale. Si avverte subito la vacuità e l’insufficienza di entrambi proprio in quanto termini isolati.
L’Essere non è e il Nulla è, è vero in quanto essi si possono comprendere solo se messi in relazione l’uno all’altro, coinvolti nel medesimo processo e compresi nel Divenire.

Il Divenire è divenire di qualcosa, di un Essere. Il Nulla è la fine di ciò che è, passaggio e transizione ad altro, quindi è limite, scomparsa e creazione, virtualità e nascimento.
Dialetticamente uniti Essere e Nulla ritrovano la concretezza, ritornano all’unità semovente.

Il Divenire è la prima esistenza determinata, il primo Concreto, di cui il mero Essere e il mero Nulla sono solo dei momenti astratti.

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