• Il primo termine è quello immediato (l’affermazione)
  • Il secondo termine è invece mediato e mediatore (la negazione)
  • il terzo termine è immediato per il superamento della mediazione, e semplice per il superamento della differenza


La Negazione si nega, proprio in virtù della sua relazione interna con l’affermazione, perché è un’altra Affermazione e perché anche l’Affermazione è una negazione.
Nella Negazione della Negazione si ritrova l’Affermazione arricchita e più determinata e la Negazione, la cui determinazione si è aggiunta alla prima.

Il terzo termine quindi si ritorce verso il primo, negando il secondo, ossia negando la negazione, negando la limitazione del primo termine. In questo modo il terzo termine libera il contenuto del primo termine sopprimendo ciò che lo rendeva incompleto, limitato, destinato ad essere negato.

L’unilateralità viene in questo modo distrutta e superata, negare l’unilateralità significa negare la negazione e porre una più alta determinazione. La contraddizione, che spingeva ogni termine al di là di lui stesso, togliendolo dalla sua finitezza o inserendolo nel movimento totale è risolta.

Il terzo termine unifica e supera gli opposti conservandoli in quel che aveva di determinato. Dopo una fase di scissione, l’unità trionfa.

Quella del togliere e del tolto [il superamento] è una determinazione fondamentale, che ritorna addirittura dappertutto […] quello che si toglie[si supera] non perciò diviene nulla. […] Ciò che è tolto [superato], all’incontro, è un mediato, è un “non essere”, ma,, come risultato derivato da un essere, ha ancora in sé la determinazione da cui proviene la parola togliere [aufheben] che ha nella lingua il doppio senso, per cui vale quanto conservare, ritenene, e nello stesso tempo vale quanto cessare, mettere fine1

  1. Hegel, Scienza della Logica, I ,pag. 105-106 ↩︎

Così il pensiero del niente è soltanto la rappresentazione ancora astratta dell’infinità fecondità dell’universo. Ipostatizzare l’Essere e il Non Essere, la qualità e la quantità, la causa e il fine ultimo, significa negare il movimento.

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