Per descrivere il Divenire e l’Attività, la Logica formale diventa insufficiente e inadeguata. Del resto la Logica formale è la logica del Senso Comune, che è tarato per fissare qualità, proprietà, aspetti e cose.
Però lo stesso senso comune, messo con le spalle al muro, di fronte al Divenire all’Attività, è costretto a ricorrere ad espressioni come “in quanto”, “sotto questo aspetto”, cioè a prendere “su di sé un pensiero per mantenere l’altro separato come vero”.
La Logica dialettica supera le affermazioni statiche, ma non le distrugge. Non respinge il principio di identità, bensì gli conferisce un contenuto.

L’Essere è l’Essere; L’Universo è uno; la Forza creatrice è la stessa in tutto l’Universo; l’Essenza, manifesta in un’apparenza molteplice è unica; il principio di identità esprime questa unità interna del mondo e di ogni essere. La pietra, in quanto è, e ciò che è, così il pensiero; ma l’identità così espressa è ancora astratta, perché la pietra non è l’uomo pensante.

Il Concreto invece è, a differenza dell’astratto, un’unità ricca e densa, colma di determinazioni, che contiene e sostiene una molteplicità di differenze e di momenti.
L’unità è per così dire, incessantemente conquista sulla contraddizione e sul nulla.

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