Ogni esistenza determinata è da un lato qualità (immediata determinabilità), ovvero “qualche cosa”. Dall’altro è quantità (estensiva o intensiva), ovvero grado.
Ogni qualità e ogni quantità sono concrete, quindi connesse le une alle altre, ogni qualità è quantitativa, e prende il nome di “misura specifica”.
Quantità e qualità però non si confondo, variano con una certa indipendenza. Possono esservi dei mutamenti quantitativi senza distruzione qualitativa dell’essere considerato e nemmeno senza variazione ma, a un dato momento, la variazione dell’una reagisce sull’altra. Un mutamento quantitativo, rimasto fino a quel momento continuo, diventa bruscamente qualitativo.
Il quanto, nell’esser preso come un termine indifferente, è il lato da cui una esistenza viene insospettatamente afferrata e tirata giù. E’ l’astuzia del concetto, di pigliare una esistenza da questo lato, da cui la sua qualità non sembra venire in giuoco.
hegel, Scienza della logica, 1, pag 407
Può succedere per esempio che l’accrescimento di uno Stato o di un patrimonio può finire per provocare la rovina.
I mutamenti dell’essere, non sono dunque puramente quantitativi. Sopravvive sempre una “interruzione della gradualità, un mutamento profondo e repentino, una discontinuità”. L’acqua per il raffreddamento si fa dura tutt’un tratto, a zero gradi.