La forma non viene dunque criticata in funzione del contenuto e non viene tratta una esplicazione di essa, ma viene posta in funzione delle esigenze e del rigore formale e delle necessità della sistemazione filosofica.
Il pensiero è dunque la scaturigine segreta del contenuto. Solo in apparenza lo Spirito riceve il contenuto dal di fuori, secondi i presupposti non filosofici dell’osservazione e dell’esperienza.
- Il movimento del pensiero non è altro che un ritorno a sé;
- il contenuto può essere inserito in un sistema chiuso, circolare, solo perché è già emanazione dello Spirito che pone quella forma
- non si tratta più di elevare liberamente il contenuto fino al concetto, ma di ritrovare nel contenuto una certa forma del concetto, posta a priori rispetto al contenuto, circolare, chiusa, totale in un senso particolare, cioè come totalità chiusa;
- il pensiero non afferra altro che sé;
- il soggetto pensante non fa che assistere a questo sviluppo dell’Idea;
- la materia della conoscenza, il contenuto, viene così determinato dalla forma