Di Bertell Ollman – La danza della dialettica – traduzione dalla versione spagnola a cura del Mastino Dialettico
Con tutta la disinformazione che circola sulla dialettica, può essere utile iniziare dicendo cosa non è. La dialettica non è una triade di tesi-antitesi-sintesi che serve a spiegare tutto;
non fornisce nemmeno una formula che ci permetta di dimostrare o prevedere qualcosa; né è la forza motrice della storia.
La dialettica, in quanto tale, non spiega nulla, non prova nulla, non predice nulla e non provoca
nulla. La dialettica è piuttosto un modo di pensare che mette in evidenza l’intera gamma di cambiamenti e interazioni che avvengono nel mondo. Come parte di ciò, include come organizzare una realtà vista in questo modo a fini di studio e come presentare i risultati di ciò che si trova ad altri, la maggior parte dei quali non pensa dialetticamente.
Il problema principale affrontato dalla dialettica è esposto chiaramente nella narrazione di Marx del mito romano di Caco (Marx, 1971, 536-37). Metà uomo e metà demone, Caco viveva in
una caverna e usciva solo di notte per rubare buoi. Per depistare i suoi inseguitori, Caco costringeva i buoi a camminare all’indietro fino alla sua tana, in modo che le loro impronte facessero sembrare che fossero usciti da lì. La mattina seguente, quando la gente venne a cercare i propri buoi, trovò solo impronte. Basandosi sull’ evidenza di queste impronte, concluse che, partendo dalla caverna, i buoi si erano addentrati in mezzo al campo ed erano scomparsi.
Se i proprietari dei buoi avessero frequentato un corso di metodologia in un’università americana, avrebbero potuto contare le impronte, misurare la profondità di ogni passo e inserire
i risultati in un computer, ma sarebbero giunti alla stessa conclusione errata. Il problema qui deriva dal fatto che la realtà è più delle apparenze e che concentrarsi esclusivamente sulle
apparenze, sulle prove che attirano immediatamente e direttamente la nostra attenzione, può essere estremamente ingannevole. Quanto è piccolo l’errore riscontrato in questo esempio? Secondo Marx, più che l’ eccezione, è così che la maggior parte delle persone nella nostra società comprende il mondo. Basandosi su ciò che vedono, sentono e incontrano nel loro ambiente immediato – in impronte di vario tipo – giungono a conclusioni che in molti casi sono esattamente l’opposto della verità. La maggior parte delle distorsioni associate all’ideologia borghese sono di questo tipo.
Per comprendere il vero significato delle tracce, i proprietari dei buoi hanno dovuto scoprire cosa era successo la notte precedente e cosa stava succedendo nella caverna che si trovava proprio sul loro orizzonte. Allo stesso modo, per comprendere qualsiasi cosa della nostra esperienza quotidiana è necessario sapere qualcosa su come è nata e si è sviluppata e su come si inserisce nel contesto o nel sistema più ampio di cui fa parte. Tuttavia, non basta riconoscerlo. Perché non c’è
niente di più facile che tornare a concentrarsi sulle apparenze. In fin dei conti, pochi negherebbero che tutto nel mondo sta cambiando e interagendo a un ritmo e in un modo o nell’altro, che la storia e le connessioni sistemiche appartengono al mondo reale. La difficoltà è sempre stata quella di pensare adeguatamente a esse, di non distorcerle e di dare loro l’attenzione e il peso che meritano. La dialettica è un tentativo di risolvere questa difficoltà ampliando la nostra nozione di qualsiasi cosa per includere, come aspetti di ciò che è, sia il processo attraverso il quale è diventata tale, sia il contesto interattivo più ampio in cui si trova. Solo allora lo studio di qualsiasi cosa si collega immediatamente allo studio della sua storia e del sistema che la racchiude.
La dialettica ristruttura il nostro pensiero sulla realtà sostituendo la nozione di senso comune di “cosa” (come qualcosa che ha una storia e ha connessioni esterne con altre cose) con le nozioni di ‘processo’ (che contiene la sua storia e i suoi possibili futuri) e “relazione” (che contiene come parte di ciò che è i suoi legami con altre relazioni). Qui non è stato aggiunto nulla che non esistesse già.
Si tratta piuttosto di dove e come vengono tracciati i confini e stabilite le unità (il termine dialettico è “astrazione”) in cui pensare il mondo. Si parte dal presupposto che, sebbene le qualità che percepiamo con i nostri cinque sensi esistano realmente come parti della natura, le distinzioni concettuali che ci dicono dove finisce una cosa e inizia la successiva, sia nello spazio che nel tempo, sono costruzioni sociali e mentali. Per quanto grande sia l’influenza di ciò che è il mondo sul modo in cui tracciamo questi confini, in ultima analisi siamo noi a tracciarli, e persone provenienti da culture diverse e da tradizioni filosofiche diverse possono tracciarli, e di fatto lo fanno, in modo diverso.
Astrattizzando il capitale, ad esempio, come un processo, Marx sta semplicemente includendo l’accumulazione primitiva, l’accumulazione e la concentrazione del capitale, in sintesi la sua storia reale, come parte di ciò che è il capitale. Mentre, astraendolo come relazione, mette i suoi legami reali con il lavoro, la merce, il valore, i capitalisti e i lavoratori – o qualsiasi cosa contribuisca al suo aspetto e al suo funzionamento – sotto la stessa rubrica dei suoi aspetti costitutivi. Tutte le unità in cui Marx pensa e studia il capitalismo sono astratte come processi e relazioni. Sulla base di questa concezione dialettica, la ricerca di Marx – a differenza di quella dei suoi oppositori di buon senso – non è mai perché qualcosa inizia a cambiare (come se non stesse già cambiando), ma per le diverse forme che questo cambiamento assume e perché può sembrare che si sia arrestato. Allo stesso modo, non è mai come si instaura una relazione (come se prima non esistesse), ma le diverse forme che assume e perché alcuni aspetti di una relazione già esistente possono sembrare indipendenti. La critica di Marx all’ideologia che deriva da un approccio esclusivo alle apparenze, alle tracce degli eventi separate dalla loro storia reale e dal sistema più ampio in cui si trovano, è anch’essa di questo tipo.