Di Bertell Ollman – La danza della dialettica – traduzione dalla versione spagnola a cura del Mastino Dialettico

Di Bertell Ollman – La danza della dialettica – traduzione dalla versione spagnola a cura del Mastino Dialettico

Ciò che è distintivo nella concezione della realtà sociale di Marx può essere meglio compreso attraverso l’insieme di qualità che egli attribuisce a determinati fattori sociali. Prendendo ad esempio il capitale, troviamo che Marx lo descrive come «quel tipo di proprietà che sfrutta il lavoro salariato e che non può aumentare se non a condizione di ottenere una nuova offerta di lavoro salariato per un nuovo sfruttamento» (Marx e Engels, 1945, 33). Ciò che va sottolineato è che il rapporto tra capitale e lavoro è qui trattato come una funzione del capitale stesso e parte del significato di “capitale”.
Questo legame si estende fino a coprire anche il lavoratore, che Marx definisce “capitale variabile” (Marx, 1958, 209). Il capitalista entra a far parte dello stesso insieme: “il capitale è necessariamente allo stesso tempo il capitalista… il capitalista è contenuto nel concetto di capitale” (Marx, 1973, 512). In altri passaggi, Marx afferma che “i mezzi di produzione monopolizzati da un determinato settore della società”, “i prodotti dei lavoratori diventati poteri indipendenti“, ”il denaro“, ”le merci“ e persino ”il valore che assorbe i poteri di creazione di valore” sono anch’essi capitale (Marx, 1959b, 794-5; Marx, 1958, 153; Marx, 571).
Ciò che emerge da queste diverse caratterizzazioni è una concezione multiforme e interconnessa, il cui significato dipende dalle relazioni che Marx ritiene esistano tra i suoi componenti: proprietà, lavoro salariato, lavoratore, suo prodotto, merci, mezzi di produzione, capitalista, denaro, valore (l’elenco potrebbe essere ancora più lungo).
È insufficiente accusare Marx di una presentazione debole e ingannevole, poiché, come vedremo, tutti i fattori sociali sono trattati allo stesso modo. Ma se non si tratta di una scrittura incompetente, allora Marx ci offre una concezione del capitale in cui i fattori che generalmente pensiamo siano esternamente correlati ad esso sono visti come co-elementi in un’unica struttura.
È questa qualità di sistema del capitale che ha in mente quando si riferisce ad esso come a un “rapporto sociale definito”. Questa concezione si contrappone a quella di Ricardo, dove il capitale “si distingue solo come ‘lavoro accumulato’ dal ‘lavoro immediato’”. In quest’ultimo caso, in cui il capitale “è qualcosa di puramente materiale, un mero elemento del processo lavorativo”, Marx afferma che “il rapporto tra lavoro e capitale, salario e profitto, non può mai svilupparsi” (Marx, 1968, 400). Marx ritiene di essere in grado di tracciare queste connessioni solo perché sono già contenute nella sua ampia concezione del capitale. Se così non fosse, come Ricardo, rimarrebbe senza idee.
Ogni fattore che entra nello studio del capitalismo di Marx è una “relazione sociale definita”.

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