Di Bertell Ollman – La danza della dialettica – traduzione dalla versione spagnola a cura del Mastino Dialettico

La relazione è il minimo irriducibile di tutte le unità nella concezione della realtà sociale di Marx. Questo è in realtà il nocciolo della nostra difficoltà a comprendere il marxismo, il cui tema non è semplicemente la società, ma la società concepita “relazionalmente”. Il capitale, il lavoro, il valore, la merce, ecc. sono intesi come relazioni, contenendo in sé, come elementi integranti di ciò che sono, quelle parti con cui tendiamo a vederli legati esternamente. Essenzialmente, si è verificato un cambiamento di approccio, passando dal vedere fattori indipendenti che sono correlati al vedere il modo particolare in cui sono correlati in ciascun fattore, per cogliere questo legame come parte del significato che trasmette il suo concetto.
Questo punto di vista non esclude l’esistenza di una nozione centrale per ciascun fattore, ma tratta questa nozione centrale in sé come un insieme di relazioni.
Secondo il punto di vista del senso comune, si ritiene che un fattore sociale sia logicamente indipendente dagli altri fattori sociali a cui è correlato. I legami tra loro sono contingenti, piuttosto che necessari, potrebbero essere molto diversi senza influire sul carattere vitale dei fattori coinvolti, un carattere che aderisce alla parte che si considera indipendente dal resto.
Si può concepire logicamente, secondo l’argomentazione, che qualsiasi fattore sociale esista senza le sue relazioni con gli altri. Secondo Marx, tali relazioni sono intrinseche a ciascun fattore (sono relazioni ontologiche), cosicché quando se ne altera una importante, il fattore stesso si altera; diventa qualcos’altro. Il suo aspetto e/o la sua funzione sono cambiati abbastanza da richiedere un nuovo concetto. Così, ad esempio, se il lavoro salariato scomparisse, cioè se il legame dei lavoratori con il capitale cambiasse radicalmente, il capitale cesserebbe di esistere. Naturalmente, è vero anche il contrario: Marx afferma come una “tautologia” che “non può più esserci lavoro salariato quando non c’è più capitale” (Marx e Engels, 1945, 36). Pertanto, Max Hirsch ha chiaramente ragione quando sottolinea che se il “capitale” è definito come un “mezzo di sfruttamento e sottomissione del lavoratore”, una macchina utilizzata da un agricoltore che la possiede non sarebbe capitale, ma lo sarebbe se assumesse un lavoratore per gestirla (Hirsch, 1901, 80-1). Più che una critica evidente, come sostiene Hirsch, questo paradosso non fa altro che illustrare la natura del capitale come relazione sociale.
In questo studio, utilizzerò il termine “relazione” in due accezioni diverse: in primo luogo, per riferirmi a un fattore in sé, come quando definisco il capitale una relazione, e in secondo luogo, per riferirmi a un fattore
Marx ed Engels fanno lo stesso. Oltre a definire il capitale un “rapporto sociale di produzione” (Verhältnis), Marx si riferisce al denaro come a un “rapporto di produzione”, al modo di produzione stesso come al “rapporto in cui si sviluppano le forze produttive”, e l’elenco di tali osservazioni è lungi dall’essere completo (Marx,1959b, 794; Marx, 1973, 120; Marx, s.f., 137). Il suo uso di “relazione” come sinonimo di “connessione” è ancora più esteso, con il risultato che Verhältnis appare probabilmente più spesso di qualsiasi altra espressione negli scritti di Marx, confondendo critici e traduttori allo stesso modo1.
Non è del tutto soddisfacente utilizzare “relazione” per trasmettere entrambi i significati, ma, invece di introdurre un nuovo termine, mi attengo alla pratica di Marx, con questa unica modifica: per il resto di questo libro, scriverò “relazione” (d’ora in poi “Relazione”) in maiuscolo quando si riferisce a un fattore, in contrasto con la connessione tra fattori, per aiutare i lettori a fare questa importante distinzione. Inoltre, alternative ovvie a “Relazione” come “struttura”, “unità” e “sistema” suggeriscono un carattere chiuso e definitivo che viene smentito dal trattamento che Marx riserva ai fattori sociali reali. “Relazione” mi interessa, come sicuramente interessava a lui, in quanto concetto che meglio si adatta a tenere conto dei cambiamenti e del carattere aperto che costituiscono una parte così importante della vita sociale.

  1. Sebbene sia generalmente tradotto come “relazione”, Verhiiltnis è talvolta tradotto come “condizione”, ‘proporzione’ o “reazione”, il che dovrebbe indicare qualcosa del suo significato speciale. Maximilien Rubel ha menzionato all’autore che Verhiiltnis, che entra incessantemente nella discussione, era forse il termine più difficile che ha dovuto affrontare nelle sue numerose traduzioni degli scritti di Marx in francese. Oltre a utilizzare gli equivalenti francesi delle parole già elencate, Rubel ha anche tradotto Verhiiltnis in alcune occasioni come systeme, structure e probleme. Un’ulteriore complicazione deriva dal fatto che Beziehung, un altro termine standard nel vocabolario di Marx, può anche essere tradotto in spagnolo come “relazione”, sebbene sia generalmente tradotto come ‘connessione’. Intendo che il concetto di “relazione” contenga le stesse complessità che ritengo esistano nel concetto marxiano di Verhiiltnis. ↩︎

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