Riporto qui il commento all’articolo dell’ottimo Maurizio Disoteo che trovate qui
L’orale dell’Esame di Stato ha subito nel corso degli ultimi 15 anni tutta una serie di modifiche. Siamo passati dalle buste tipo quiz televisivo alla tesina, che veniva in genere scopiazzata, per arrivare poi al cosiddetto “percorso”, in cui i candidati sulla base di uno spunto (immagine, estratto di testo, documento, formula matematica…) devono individuare un nucleo tematico e da lì procedere attraverso una serie di connessioni interdisciplinari e poi, per concludere in bellezza, devono raccontare alla commissione le loro esperienze nei PCTO frequentati nel triennio.
Come nelle precedenti sperimentazioni anche il cosiddetto “percorso” si è rivelato problematico. Chi ha avuto modo di partecipare all’esame da commissario lo sa bene, le connessioni interdisciplinari nella maggior parte dei casi sono vere e proprie forzature prive di senso logico.
Valditara già ad inizio giugno (https://www.orizzontescuola.it/maturita-2025-dal…/) aveva anticipato che per l’anno scolastico 25-26 l’orale sarebbe stato riformulato ulteriormente, perché troppo “freddo” . E’ possibile azzardare qualche ipotesi?
Dal mio punto di vista lo scenario è molto chiaro, l’orale dell’Esame di Stato verrà ristrutturato dando più spazio al PCTO e sostituendo al percorso interdisciplinare l’esposizione del Curriculum dello Studente e del famigerato Capolavoro, ovvero gli elementi caratterizzanti dell’E-porfolio che dallo scorso anno gli studenti sono tenuti a caricare nella Piattaforma Unica di Indire.
Per farla breve, l’orale dell’esame di stato deve assomigliare in tutto e per tutto a un colloquio di lavoro. La didattica orientativa per competenze non può che prevedere questo, a discapito delle conoscenze ovviamente, che non vanno feticizzate ma se dobbiamo parlare di pensiero critico questo si può esercitare solo in relazione a delle conoscenze, che vanno prima di tutto apprese e poi rimesse in discussione.
Per quanto riguarda il boicottaggio dell’orale da parte di alcuni candidati, che ha avuto tanto risalto nel media mainstream e tanto interesse in quelli alternativi, io intravedo più l’esigenza di accelerare il processo in questa direzione piuttosto che una critica al modello dominante.