Come ha dimostrato in Lezioni di Estetica, la cultura moderna obbliga l’uomo a vivere:
Entro due mondi che si contraddicono […]. Da un lato vediamo l’uomo vivere nell’attualità banale e temporale di questo mondo, schiacciato dai bisogni e dalla miseria, invischiato nella materia; dall’altro l’uomo stesso che si innalza fino alle idee, al regno del pensiero e della libertà; come volontà che si da delle leggi.
Così lo Spirito e la Carne, la realtà quotidiana e il pensiero, la necessità reale e la libertà ideale, la schiavitù pratica e la potenza teorica dell’intelligenza, la vita miserabile e la regalità splendida ma fittizia dell’idea, stanno in conflitto tra di loro,
Da un secolo a questa parte, questa coscienza infelice del mondo moderno si è sempre moltiplicata e accentrata, fino a diventare insopportabile.
A questo punto, è necessario iniziare a porre un po’ di questioni.
- Hegel ha veramente afferrato l’intero contenuto dell’esperienza umana?
- Lo ha afferrato nel suo genuino processo?
- E’ veramente partito dal contenuto per enucleare la forma nella sua verità?
- Ha veramente innalzato a pensiero tutti i gradi e tutta la profondità del contenuto?
- Senza subordinarlo ad una dorma presupposta e senza ritrarlo indietro verso un contenuto qual è immediatamente dato?
- La Natura e la Vita non partono già con un contenuto infinitamente ricco?
