Qualità e Quantità

Ogni esistenza determinata è da un lato qualità (immediata determinabilità), ovvero “qualche cosa”. Dall’altro è quantità (estensiva o intensiva), ovvero grado.
Ogni qualità e ogni quantità sono concrete, quindi connesse le une alle altre, ogni qualità è quantitativa, e prende il nome di “misura specifica”.
Quantità e qualità però non si confondo, variano con una certa indipendenza. Possono esservi dei mutamenti quantitativi senza distruzione qualitativa dell’essere considerato e nemmeno senza variazione ma, a un dato momento, la variazione dell’una reagisce sull’altra. Un mutamento quantitativo, rimasto fino a quel momento continuo, diventa bruscamente qualitativo.

Il quanto, nell’esser preso come un termine indifferente, è il lato da cui una esistenza viene insospettatamente afferrata e tirata giù. E’ l’astuzia del concetto, di pigliare una esistenza da questo lato, da cui la sua qualità non sembra venire in giuoco.

hegel, Scienza della logica, 1, pag 407

Può succedere per esempio che l’accrescimento di uno Stato o di un patrimonio può finire per provocare la rovina.
I mutamenti dell’essere, non sono dunque puramente quantitativi. Sopravvive sempre una “interruzione della gradualità, un mutamento profondo e repentino, una discontinuità”. L’acqua per il raffreddamento si fa dura tutt’un tratto, a zero gradi.

Viene prima la Contraddizione o l’Identità?

La domanda se sia anteriore la contraddizione o l’identità non ha un gran peso per la Logica hegeliana. Ogni movimento è contraddittorio perché nulla si muove senza contraddizione immanente.
Lo stesso movimento è una contraddizione, e la contraddizione genera movimento. L’unità è movimento e insieme ragione di movimento.

Il Divenire è dunque la realtà suprema, che provoca necessariamente un’analisi infinita, i cui primi momenti sono l’Essere e il non Essere, l’Identità e la Contraddizione.
Non si tratta quindi della durata bergsoniana, divenire senza discontinuità e senza dramma; movimento amorfo, astratto e puramente psicologico.

Il movimento dialettico hegeliano ha una struttura interna determinata, anch’essa in movimento, il divenire è un tutto , che la Ragione Dialettica penetra con una prima intuizione.
La Logica dialettica è, a un tempo un metodo di analisi e una ricreazione del processo del reale, mediante un movimento del pensiero capace di seguire il Divenire creatore nella sua sinuosità, nei suoi accidenti, nella sua interna struttura.

Secondo la comune concezione, l’analisi dispiega tautologicamente un predicato implicito nel soggetto; se esso è fecondo (come nella scienza), spezza il soggetto e perviene a un elemento il cui rapporto con il tutto resta nel determinato. Nella logica dialettica l’elemento individuato da ogni analisi legittima è un momento del tutto.

L’analisi, nella sua opera di dissezione, produce astrazioni, ma la logica concreta conferisce loro un senso concreto, perché:

  • la sintesi non esclude, ma include l’analisi;
  • l’analisi è dialettica perché perviene a momenti contraddittori;
  • la sintesi è analitica, perché ristabilisce l’unità già implicita nei momenti.

La Logica formale afferma: “A è A”. La Dialettica non dice “A è non A”, perché non ipostatizza la contraddizione, non sostituisce l’assurdità al formalismo.
La Dialettica dice: “A è bensì A”, ma “A è anche non A”, nella misura precisamente in cui la proposizione “A è A” non è tautologica ma ha un contenuto reale.

“Un albero è un albero” solo in quanto è quel tale albero, con foglie, fiori, frutti; in quanto attraversa e conserva in sé quei momenti del suo divenire, che l’analisi individua ma non deve isolare. D’altronde, i fiori diventano frutti, i frutti si staccano e producono altri alberi, il che esprime un rapporto profondo, una differenza che giunge fino a contraddizione.

La Logica formale dice:

  • se una affermazione qualsiasi è vera, essa è e vera;
  • ogni proposizione deve essere vera o falsa.

La Logica dialettica svolge queste affermazioni e dice:

  • Se si considera il contenuto, qualora ci sia contenuto, una proposizione isolata non è né vera, né falsa;
  • ogni proposizione isolata è superata;
  • ogni proposizione fornita di contenuto reale è insieme vera e falsa: vera se superata, falsa se affermata assolutamente

La Logica formale si limita a classificare i tipi astratti di sillogismo. La Logica dialettica, determinando il contenuto, ha ben altra portata: la determinazioni più semplici si ritrovano nelle più complesse, ricavate da un analisi del processo spinta fino al momento più spoglio del contenuto, entrano a loro volta in movimento, quando la ragione le mette in relazione. Esse si articolano dialetticamente, per opposizione, e il loro movimento confluisce nel movimento totale.

Sono dunque leggi di movimento, principi direttivi per l’analisi di movimenti più complessi e più concreti. In ogni realtà concreta bisogna ritrovare:

  • Negazione
  • La contraddizione interna
  • il movimento immanente
  • il positivo e il negativo

Logica formale e senso comune

Per descrivere il Divenire e l’Attività, la Logica formale diventa insufficiente e inadeguata. Del resto la Logica formale è la logica del Senso Comune, che è tarato per fissare qualità, proprietà, aspetti e cose.
Però lo stesso senso comune, messo con le spalle al muro, di fronte al Divenire all’Attività, è costretto a ricorrere ad espressioni come “in quanto”, “sotto questo aspetto”, cioè a prendere “su di sé un pensiero per mantenere l’altro separato come vero”.
La Logica dialettica supera le affermazioni statiche, ma non le distrugge. Non respinge il principio di identità, bensì gli conferisce un contenuto.

L’Essere è l’Essere; L’Universo è uno; la Forza creatrice è la stessa in tutto l’Universo; l’Essenza, manifesta in un’apparenza molteplice è unica; il principio di identità esprime questa unità interna del mondo e di ogni essere. La pietra, in quanto è, e ciò che è, così il pensiero; ma l’identità così espressa è ancora astratta, perché la pietra non è l’uomo pensante.

Il Concreto invece è, a differenza dell’astratto, un’unità ricca e densa, colma di determinazioni, che contiene e sostiene una molteplicità di differenze e di momenti.
L’unità è per così dire, incessantemente conquista sulla contraddizione e sul nulla.

Il Movimento

IL Movimento è Superamento. Ogni realtà, ogni pensiero, deve essere superato in una determinazione più alta, la quale comprende come contenuto, aspetto, antecedente, elemento, cioè “Momento” nel senso dialettico del termine.

Le determinazioni unilaterali, le affermazioni dell’Intelletto non vengono dunque distrutte dalla Ragione Dialettica. L’Intelletto, quando non è più rivolto contro la Ragione appare nella sua verità.

Le verità parziali, le determinazioni finite, le affermazioni limitate si trasformano in errori quando si pongono definitive, e tentano di innalzarsi al di sopra del movimento.
Ogni determinazione finita è vera se considerata relativamente e reintegrata come momento del Movimento totale.

Ogni verità è relativa, ma come tale si situa nell’Assoluto è ha il suo posto nella Verità Assoluta. L’Intelletto è un movimento nel movimento, esso: afferma, pone, nega, analizza, imitando, su un piano più basso, l’attività creatrice.

E’ importantissimo osservare che la logica hegeliana non sopprime la Logica Formale, ma la supera: cioè precisamente: la conserva, la salva e le attribuisce un significato concreto.

La Logica Formale è la logica dell’istante, dell’affermazione e dell’oggetto isolati e protetti nel loro isolamento, è la logica di un mondo semplificato: questa tavola è evidentemente una tavola se considerata al di fuori di ogni relazione con l’attività creatrice, astrazione fatta dell’azione logoratrice del tempo; questa lampada non è un libro.

La Logica Formale è la logica dell’astrazione come tale. A essa è subordinato il linguaggio, come insieme di simboli che servono a comunicare un significato isolato e che debba conservare lo stesso significato durante tutta la trasmissione verbale.

Il Divenire della Ragione Dialettica

La Ragione Dialettica supera tutte le immobili categorie dell’Intelletto: le annulla in quanto isolate, e con ciò restituisce la verità del processo totale della realtà e del pensiero, del contenuto e della forma.

La qualità superata è la quantità, la misura (quantum specifico) supera la quantità, perché unifica la qualità e la quantità.
La misura superata è l’essenza o, “l’Essere ritornato, dalla sua immediatezza e dal suo rapporto indifferente con altro nella semplice unità con sé stesso“.
L’essenza superata è il fenomeno, poiché esso deve manifestarsi essendo Ragion d’Essere, principio di esistenza determinata, totalità di determinazioni e di proprietà, cioè “cosa“.
Superati a loro volta il fenomeno e il mutuo rapporto delle determinazione, proprietà e parti della cosa, diventano attualità o sostanzialità, dunque causalità, azione reciproca.
Il concetto supera la realtà o sostanzialità. Superato a sua volta il concetto diventa obiettività e questo è superato a sua volta dall’Idea.
L’idea superandosi, esce da se stessa, si aliena nella natura, il superamento (aufeben) della natura si trova nello Spirito Soggettivo, infine nel Sapere Assoluto, cioè nell’Idea Assoluta, ovvero, identità dell’idea teorica e pratica, della conoscenza e dell’attività produttiva.